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Nostalgia Supercoppa

La vera Supercoppa Europea si è giocata tra il 1973 e il 1997 ed era la resa dei conti tra il Campione dei campioni dei campionati e il Campione dei campioni delle Coppe.

“È possibile avere nostalgia di un mondo che non hai mai conosciuto?” si chiede Ernesto Che Guevara di fronte alle rovine di Machu Pichu nel film: “I diari della Motocicletta”. Io dico di sì: perché provo lo stessi sentimento di fronte ai ruderi della vecchia Supercoppa, fatti di video su YouTube, aneddoti su Wikipedia e storie novecentesche.

Tra qualche ora a Salisburgo, Paris Saint Germain e Aston Villa si giocheranno la 51° edizione di questa competizione. Ormai è pressocché un’amichevole che non trova posto nelle prime pagine dei giornali, ma non è stato sempre così. La vecchia formula delle competizioni UEFA dava alla Supercoppa una carica simbolica inestimabile. La Coppa dei Campioni metteva di fronte tutti i campioni dei campionati nazionali. La Coppa delle Coppe, invece, tutti i campioni delle coppe nazionali. Chi vinceva la Supercoppa: il supercampione. Difficile dire altrettanto dell’attuale Supercoppa Europea: cosa rappresenta se non una vaga sfida tra il migliore tra le top squadre di solo alcuni campionati europei e il campione delle seconde linee degli stessi?

La storia della prima Supercoppa, tra l’altro, è densa di storie di underdog inaspettati, upset incredibili e luoghi lontani, aldilà della vecchia cortina di ferro.

1972 – Ajax – Rangers: come nasce una coppa

L’idea è di Anton Witcamp, giornalista olandese del De Telegraaf. L’intuizione è semplice: sia l’Ajax, campione della coppa dei campioni, che il Glasgow Rangers, campione della coppa delle coppe, possono fregiarsi del titolo di campioni d’Europa. Come stabilire chi lo è veramente? Facendoli sfidare.

Gli incontri sono fissati a inizio 1973: andata e ritorno. L’Ajax espugna l’Ibrox 1-3, poi vince 3-2 in casa. L’Ajax è il primo supercampione? No. Perché la UEFA non ha mai riconosciuto quella finale ufficialmente. Perché? Perché nonostante fosse d’accordo all’istituzione del trofeo, non poteva permettere la sua prima edizione in quanto aveva squalificato i Rangers dalle sue competizioni a causa degli incidenti causati dai loro tifosi durante la finale di Coppa delle Coppe contro la Dinamo Mosca, rei di aver interrotto il gioco con un invasione di campo al novantesimo minuto, sul risultato favorevole di 3-2.

Guardate che razza di “coppone” diedero all’Ajax

1973 – Ajax- Milan: il primo Supercampione

Quindi chi è il primo campione riconosciuto? Sempre il grande Ajax del calcio totale, capace di rimontare l’1-0 milanista di San Siro con un roboante 6-0 ad Amsterdam. La cosa più incredibile è che ci riuscì senza Crujiff (infortunato) in campo. La prima Supercoppa ufficiale UEFA fu anche una delle ultime fotografie dell’Ajax più dominante della storia.

1974 – Bayern Monaco – Magdeburgo: la finale mai giocata

Nel maggio del 1974 il Magdeburgo di Jürgen Sparwasser batte il Milan in finale e si porta la Coppa delle Coppe nella Germania orientale. C’é un problema: la coppa dei campioni è stata vinta dal Bayern Monaco di Beckenbauer. Organizzare la finale di Supercoppa in quel contesto politico è diplomaticamente impossibile. E infatti non si giocherà mai. Ma quell’estate si gioca il mondiale di calcio in Germania Ovest, e cosa succede? Che la Germania Est viene sorteggiata nel girone dei padroni di casa. Alcuni giocatori di Bayern e Magdeburgo si sfideranno in quell’occasione. Vincerà, incredibilmente, la Germania Est con gol di Sparwasser, che quattordici anni dopo fuggì ad ovest, a un anno della caduta del muro.

Beckenbauer e Sparwasser: sfida d’altri tempi

1975 – Bayern Monaco – Dinamo Kyiv: l’inizio del mito

Franz Beckenbauer, Gerd Müller, Sepp Maier, Paul Breitner, Uli Hoeneß. Sono alcuni dei nomi del Bayern Monaco degli anni ’70, capace di vincere tre coppe dei campioni consecutive. Ma in Supercoppa 1975 si trovò di fronte la Dinamo Kyiv di Valerij Lobanovs’kyj e del suo calcio scientifico. All’andata a Monaco finì 0-1: gol di Oleh Blokhin. Poi ci fu il ritorno nell’allora Unione Sovietica. Allo Stadio Centrale di Kiyv si presentarono 110.000 ucraini. La vittoria andò, inevitabilmente, a loro, grazie a una doppietta del solito Blokhin. Quella finale incredibile sancì l’inizio del mito della Supercoppa Europea.

1983 – Amburgo – Aberdeen: Sir Alex Ferguson

La finale del 1983, se la palla non fosse rotonda, sarebbe stata Juventus-Real Madrid. E invece no: perché nelle panchine di Amburgo e Aberdeen di quell’anno erano seduti due maghi. I tedeschi, allenati da Ernst Happel, riuscirono a battere la Juve in finale di Coppa dei Campioni. Gli scozzesi di Sir Alex Ferguson il Real Madrid in finale di Coppa delle Coppe. La resa dei conti tra questi maestri del calcio sarebbe avvenuta pochi mesi dopo e a spuntarla sarebbe stato il futuro allenatore del Manchester United. Vittoria per 0-2 ad Amburgo con gol di Simpson e McGhee dopo lo 0-0 dell’andata.

Sir Alex Ferguson posa con la Coppa delle Coppe conquistata con l’Aberdeen

1986 – Steaua Bucarest – Dinamo Kyiv: comunisti a Montecarlo

La Steaua era la squadra dell’esercito rumeno. La sua storia è strettamente legata alle Forze Armate e al regime di Nicolae Ceaușescu. Il figlio del dittatore, Valentin Ceaușescu, aveva un ruolo molto influente nel club. La Dinamo Kiev, invece, era legata alla struttura della polizia e degli apparati di sicurezza sovietici, come tutte le società “Dinamo” dell’URSS. La Steaua aveva battuto il Barcellona nella finale di Coppa dei Campioni ai rigori, unica squadra rumena a vincere la competizione. Il portiere Helmuth Duckadam era diventato una leggenda salvando tutti e quattro i rigori del Barcellona. La Dinamo Kiev, ancora allenata da Valerij Lobanovs’kyj, aveva dominato la Coppa delle Coppe e battuto in finale l’Atletico Madrid per 3-0. Morale della favola: quell’estate queste due squadre così legate ai regimi comunisti dei rispettivi paesi si sono sfidate in finale secca nel lusso di Monaco di Montecarlo, scelto dalla UEFA come sede della finale secca. Era il segno che il comunismo stava per crollare?

La partita finì 1-0, decisa da un giovane 21enne appena arrivato tra le file della Steaua Bucarest: Gheorghe Hagi. Era la sua prima partita con la Steaua. Sarebbe diventato il più grande calciatore rumeno di tutti i tempi.

1988 – PSV Eindhoven – Malines: la favola delle favole

Negli anni ’80, John Cordier, imprenditore belga dell’elettronica, investì pesantemente nel Malines, portando il club alla sua unica coppa belga e quindi alla prima partecipazione in una competizione UEFA. La Coppa delle Coppe 1987/88 il Malines non si limitò a disputarla, ma arrivò a vincerla (finale: 1-0 contro l’Ajax). Protagonisti: Michel Preud’homm, Lei Clijsters, Erwin Koeman, Graeme Rutjes, Eli Ohana e Piet den Boer. In Supercoppa si trovò di fronte il PSV di Koeman, che aveva battuto il Benfica ai rigori in finale di Coppa dei Campioni.

L’andata il Malines la giocò in casa davanti a 7.000 spettatori. Solo 7.000? Sì, perché questa è la capienza del loro stadio. Il Malines distrusse 3-0 il PSV. A poco servì agli olandesi l’1-0 del ritorno. La favola era servita.

Il Malines vinse il campionato belga l’anno successivo, ma non riuscì a mantenere quella dimensione per molto tempo. La squadra venne progressivamente smantellata e il club arrivò alla bancarotta nei primi anni 2000. La società storica cessò l’attività.

Gli anni d’oro di una squadra che neanche esiste più

1990 – Milan – Sampdoria: When We Were Kings

Questa partita è il simbolo del dominio dell’Italia sul calcio degli anni Novanta. Era la prima volta che si sfidavano in Supercoppa due squadre della stessa nazione. Il Milan aveva vinto la Coppa dei Campioni, la Samp la Coppa delle Coppe, e tra l’altro nello stesso anno la Juve aveva battuto la Fiorentina in finale di Coppa UEFA.

Dopo l’1-1 di Genova, a Milano fu spettacolo olandese. 2-0 Milan: gol di Ruud Gullit e Frank Rijkaard.

1991 – Stella Rossa – Manchester United: amore e guerra

Nel maggio 1991 la Stella Rossa di Belgrado ha compiuto qualcosa di incredibile e inspiegabile. La squadra di un paese sull’orlo di una guerra, nello stadio di Bari che prende il nome dal santo protettore dei serbi (Nicola), era riuscita a conquistare l’unica Coppa dei Campioni della storia della Jugoslavia. Pochi mesi dopo la situazione era precipitata. Una delle più sangunose guerre del Novecento era scoppiata. Giocare una finale andata e ritorno come da protocollo, impossibile, perché Belgrado era diventata troppo pericolosa. Quindi la finale di Supercoppa divenne un pro forma, giocato in partita secca tra Manchester United e Stella Rossa ad Old Trafford, davanti ad appena 25.000 spettatori. Vinsero gli inglesi 1-0. Gol di Brian Mc Clair.

1993 – Milan – Parma: When We Were Kings pt.2

Ancora una finale tutta italiana. Ancora il Milan, che però la finale di Coppa dei Campioni l’aveva persa contro il Marsiglia, squalificato però dalla UEFA per lo scandalo VA-OM. Il Parma invece ci arriva in modo legittimo: 3-1 senza storia in finale di Coppa delle Coppe contro l’Anversa.

L’andata a Parma è una beffa: giocano meglio gli emiliani, ma Papin gela il Tardini. Capello arriva alla finale con il record di 58 partite consecutive da imbattuto in Serie A. Il primo round sembra una condanna. E invece a Milano il Parma fa il miracolo. Sensini la sblocca al 23′. Il risultato rimane fisso, si va ai supplementari. La decide Massimo Crippa, l’uomo che non ti aspetti, con il gol dello 0-2. Nevio Scala porta il Parma sul tetto d’Europa.

Il Parma posa con la Supercoppa in un San Siro amareggiato e deserto