Tutti i motivi del no alla proposta di dare la denominazione a uno stadio che è anche un monumento storico.
Lo stadio Olimpico di Roma. Non soltanto il principale impianto sportivo della nostra nazione ma anche uno dei più importanti monumenti storici del Novecento italiano.
In questa arena moderna è passata la storia dello sport, della musica e della politica.
Sono milioni gli italiani che hanno un ricordo legato a questo stadio. Numerosi i personaggi storici che ci sono passati.

Costruito per le Olimpiadi di Roma 1960, lo Stadio inizia la sua attività nel 1953 per ospitare le partite casalinghe di Lazio e Roma.
Quì si sono giocati i match più importanti del Mondiale di calcio del 1990 e anche alcuni incontri degli Europei del 1968, del 1980 e del 2021.
Rimanendo in ambito calcistico, questo stadio ha visto quattro finali di Coppa dei Campioni, una finale di Coppa UEFA e una di Coppa Intercontinentale, oltre a innumerevoli finali di Coppa Italia e Supercoppa italiana e l’unica finale-scudetto della storia del calcio italiano (Bologna-Inter, 1964).
Dal 1980 viene organizzato all’Olimpico il Golden Gala, un evento di atletica leggera con cadenza annuale che ha avuto ospiti di eccezione come Usain Bolt.
Dal 2013 l’Italrugby vi disputa gli incontri del 6 Nazioni, oltre a spettacolari test-match come quello contro gli All Blacks dello scorso Novembre.
Questo impianto ha visto esibirsi le più grandi star della musica nazionale (Vasco Rossi, Cremonini, Ligabue, Ultimo,…) ed internazionale (U2, Madonna, Pearl Jam, Pink Floyd,…).

Da una settimana a questa parte non si fa che parlare dello Stadio Olimpico. Il 30 Dicembre 2021 la Camera dei Deputati ha infatti approvato un ordine del giorno che impegna l’esecutivo a valutare la possibilità di intitolare lo Stadio alla leggenda del calcio italiano Paolo Rossi, scomparso nel 2020.
L’ipotesi, avallata anche dal presidente della FIFA Gianni Infantino, sembra piacere alla politica italiana. Eppure sono numerosi i motivi per opporsi a questa decisione che legherebbe inscindibilmente il monumento storico a un personaggio che non ne include la complessità
In questo articolo abbiamo deciso di racchiudere tutti i motivi per dire no all’intitolazione dello stadio Olimpico a Paolo Rossi.
Motivo numero uno: lo Stadio Olimpico non è lo stadio della nazionale italiana di calcio
Campione del mondo nel 1982 e uno dei sei azzurri ad aver conquistato il pallone d’oro, Paolo Rossi è senz’altro uno dei calciatori italiani più importanti di sempre. Essere stato un’icona dello sport nazionale lo rende anche uno degli sportivi azzurri più famosi nel mondo.
Fatta questa doverosa premessa, risulta chiaro quanto sia riduttivo intitolare lo stadio dello sport italiano a un singolo atleta protagonista in un singolo sport. Il suo nome non sintetizza la complessità di uno stadio che ha ospitato un Olimpiade, ha visto correre i campioni dell’atletica leggera e ospitato diverse partite di Rugby.
Si aggiunga che con la nazionale Pablito non ha scritto quì le pagine più belle della sua carriera.
Se si intitolasse lo Stadio Olimpico a Paolo Rossi sarebbe impossibile non chiedersi provocatoriamente perché proprio a lui e non ad altri campioni come Livio Berruti, che in questo stadio ha vinto una medaglia d’oro olimpica nei 200 metri, o Pietro Mennea, più volte trionfatore all’ombra di Monte Mario.

La scelta di intitolare lo Stadio Olimpico a Paolo Rossi sarebbe giustificabile se questo fosse la sede ufficiale della Federazione calcistica, come lo è il Wembley di Londra per la Football Association (che comunque ha preferito non intitolare lo stadio ad alcun giocatore). Al contrario, sosteniamo che intitolare lo stadio del comitato olimpico nazionale a un calciatore sia limitativo.
Motivo numero due: lo Stadio Olimpico è lo stadio di Roma
Seppur l’importanza dello Stadio Olimpico gli dia un connotato quantomeno nazionale, non bisogna dimenticare che è pur sempre radicato nella città di Roma.
L’utilizzo più frequente che oggi se ne fa è quello di ospitare le partite di Lazio e Roma, i quali tifosi non hanno accolto bene la proposta.

Paolo Rossi, nato a Prato, ha vissuto gli anni migliori della sua carriera a Vicenza e nella Torino bianconera. Non ha legato il suo nome allo stadio di Roma, dove ha giocato solo nelle sporadiche trasferte o con la nazionale, con cui ha segnato altrove i suoi gol più importanti
Perché a Paolo Rossi andrebbe intitolato proprio questo stadio?
Motivo numero tre: lo Stadio Olimpico non è solo uno stadio
Più che per incontingenze geografiche o motivi sportivi, il problema principale della proposta di intitolare lo Stadio Olimpico a un atleta è che questo impianto, proprio come l’Olympiastadion di Berlino, è un monumento storico.
L’Olimpico si trova all’interno del complesso del Foro Italico, esattamente dove un tempo sorgeva lo Stadio dei Cipressi e accanto allo Stadio dei Marmi: due arene polifunzionali inaugurate nel 1932 in pieno stile fascista.

Nel 1938 il Foro Italico fu scelto come sfondo scenografico per la storica visita di Adolf Hitler a Roma. Le parate celebrative si tennero proprio nello Stadio dei Cipressi, rinominato per l’occasione Stadio Olimpionico.
Se il Foro Italico è conservato così bene lo si deve al fatto che all’indomani della Liberazione le forze alleate vi stabilirono il proprio quartier generale. Un altro passaggio fondamentale che fa del complesso un reperto storico di inestimabile valore.

Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, il Foro Italico diventava negli anni ’50 l’ombelico dello sport italiano. Destinato ad ospitare i Giochi della XVII Olimpiade nel 1960, il nuovo Stadio dei Cipressi fu inaugurato come Stadio Olimpico il 17 Maggio 1953.
Nei decenni successivi lo Stadio Olimpico continuerà ad accompagnare la storia dell’Italia repubblicana.
Durante le finali di Coppa Italia i Presidenti della Repubblica vengono accolti in Tribuna autorità. Sergio Mattarella era quì anche durante Italia-Turchia, partita inaugurale dell’europeo itinerante EURO2020: primo grande evento aperto al pubblico dopo la crisi pandemica.

In questa immagine scattata durante Italia-Turchia di EURO 2020 si riconoscono Gravina, Ceferin, Infantino e il Presidente Sergio Mattarella
Conclusioni
In Italia non esiste un personaggio storico, artistico o politico capace di condensare in un nome la storia dello Stadio Olimpico. Intitolarlo a Paolo Rossi sarebbe ingiusto sia nei confronti dello Stadio che nei confronti di Pablito, che, siamo sicuri, troverebbe in moltissimo altri luoghi d’Italia un posto dove essere ricordato con affetto.
Il nome Olimpico fu scelto perchè la destinazione di questo stadio una volta rinnovato nel 1953 era quella di ospitare i Giochi Olimpici del 1960. Mantenere questa denominazione non sarebbe sbagliato, anche per il fatto che si tratta dello Stadio del Comitato Olimpico Nazionale.
Nel mondo sono sopravvissuti altri 27 stadi Olimpici moderni, quindici dei quali sono ancora denominati: “Olimpico”.
Solo tre stadi Olimpici sono stati intitolati a una persona. Nel 1928 Parigi ha dedicato lo stadio delle Olimpiadi del 1924 a Yyves du Manor, rugbista tragicamente scomparso in un incidente aereo. Lo Stadio Olimpico di Barcellona prende il nome di Lluys Companor, politico e martire della dittatura di Francisco Franco. Infine Atene ha dedicato lo Stadio delle Olimpiadi del 2004 a Spyros Louis, il vincitore della maratona della I Olimpiade dell’era moderna.
Discorso differente va fatto per i due stadi olimpici utilizzati per le Olimpiadi di Rio 2016. Sono dedicati al giornalista Mario Filho e al calciatore Nilton Santos, ma solo perchè erano stati costruiti e intitolati ben prima di ospitare i Giochi.

Proposta
Se proprio si vuole cambiare nome allo Stadio Olimpico, sarebbe bene farlo in modo da includerne storia e funzione.
L’unico problema attuale dello Stadio Olimpico e del complesso del Foro Italico è la sua eredità fascista. Il pavimento davanti allo stadio è composto da mosaici che inneggiano al regime. Da anni ci si chiede se sia opportuno togliere l’obelisco del Foro che celebra Benito Mussolini.
Se si sente la necessità di cambiare il nome dello stadio dello sport italiano, perchè non farlo chiamando in causa il valore della Libertà?
Ridefinire l’Olimpico come Stadio della Liberazione avrebbe un effetto duplice: cancellare la difficile eredità del complesso col fascismo e glorificare la storia post-bellica di uno Stadio in cui è passata un pezzo di storia della nostra nazione.

