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Lo chiamavano Pablito…

Esattamente un anno fa moriva Paolo Rossi, uno dei calciatori più amati della storia del Pallone italiano. Il suo nome è strettamente legato a quello della nazionale azzurra e, specialmente, al Mondiale di Spagna 1982. Per commemorarlo, nel seguente articolo cercheremo di narrarvi della partita che più di tutte ha consacrato questo grande atleta: Italia-Brasile 3 a 2

L’Italia al Mundial 1982

Nell’estate del 1982 la Spagna diventò il centro indiscusso del calcio e, forse, dell’intero Sport. Ben ventiquattro selezioni erano pronte a contendersi la tanto agognata Coppa del Mondo, nella dodicesima edizione dei Mondiali della FIFA. Fra queste vi era anche l’Italia, guidata dal commissario tecnico Enzo Bearzot. Fino a quel momento la panchina dell’allenatore friulano era stata contraddistinta da un bel gioco, ma infruttuoso. Infatti ai Mondiali d’Argentina del 1978 e agli Europei casalinghi del 1980, gli azzurri avevano solo ottenuto, rispettivamente, un quarto ed un terzo posto. Ergo, poco prima del torneo iberico, nel Belpaese erano in tanti a criticare la nazionale.

Lo scandalo calcioscommesse

Inoltre l’Italia sportiva, in quegli stessi anni, stava attraversando uno dei suoi periodi più bui di sempre. Due anni prima, difatti, era scoppiato il cosiddetto “scandalo calcioscommesse”, chiamato anche “Totonero”. Il 23 marzo 1980 la magistratura effettuò diversi arresti proprio sui campi di gioco, al termine degli incontri. Fra i molti calciatori ammanettati c’erano nomi illustri, come quelli dell’attaccante Bruno Giordano della Lazio e del portiere Enrico Albertosi del Milan. Più tardi anche il nostro Paolo Rossi venne coinvolto nello scandalo, dapprima come semplice testimone e poi come indagato vero e proprio.

Paolo Rossi durante il processo dello scandalo totonero

Rossi, all’epoca giocatore del Perugia, fu processato per aver truccato la partita Avellino-Perugia del 30 dicembre 1979, terminata 2 a 2. Paolo si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, tant’è che più tardi commentò così quella terribile disavventura: “Non sapevo nulla delle scommesse: pensavo al classico pareggio accettato da due squadre che non vogliono farsi male. Seguii il processo come qualcosa di irreale, come se ci fosse un altro al posto mio. Capii che era tutto vero quando tornai a casa e vidi le facce dei miei.” Comunque il calciatore toscano venne condannato e squalificato dai campi di calcio per tre anni. In seguito la pena venne ridotta, permettendo a Rossi di poter essere convocabile per il Mondiale spagnolo.

Rossi o Pruzzo?

Il problema però era che, a causa della squalifica, Rossi non era pienamente in forma alla vigilia del torneo. Nella stagione 1981-82 Paolo, con la “novella” maglia della Juve, aveva giocato solo tre partite segnando un solo goal. Inoltre quel campionato aveva avuto come protagonista un altro attaccante azzurro: Roberto Pruzzo. Il giocatore della Roma, infatti, segnò ben 15 reti, vincendo la classifica marcatori della Serie A. Quindi tutti si aspettavano che Pruzzo venisse convocato da Bearzot per i Mondiali imminenti. Invece il C.T. della Nazionale non voleva abbandonare Rossi. I due avevano un rapporto bellissimo, quasi padre-figlio, nato quattro anni prima in Argentina, durante l’undicesima edizione della Coppa del Mondo. In questa competizione Paolo giocò benissimo, guadagnandosi il soprannome di “Pablito”. Perciò Bearzot decise di convocarlo ugualmente al posto di Roberto Pruzzo, mettendosi contro tutta l’opinione pubblica italiana.

Il disastroso inizio di Rossi al “Mundial”

Tra l’altro le prime tre partite del torneo confermarono i dubbi e gli scetticismi dei tifosi, poiché l’attaccante di Prato riusciva a stento a stare in campo. Gli incontri con Polonia, Perù e Camerun terminarono con degli scialbi pareggi, che fecero infuriare ancora di più il pubblico italiano. Inoltre gli Azzurri riuscirono ad accedere al turno successivo del Mondiale solo per differenza reti, a discapito dell’esordiente Camerun.​

La formazione titolare degli azzurri al Mundial ’82

Insomma la Nazionale aveva deluso sotto tutti i punti di vista e il più criticato era proprio il nostro Pablito. Gli si rimproverava non solo di aver “spodestato” ingiustamente Pruzzo, ma anche di non riuscire minimamente a rendersi pericoloso sotto porta.

Italia-Argentina: gli Azzurri cambiano marcia!

Il passaggio in extremis alla fase successiva costò alla squadra di Bearzot un abbinamento davvero scomodo. Infatti il gruppo A dei secondi gironi di qualificazione era composto dall’Italia, dall’Argentina di Maradona e dal Brasile del “Futebol bailado” (“calcio danzato”). Di conseguenza, soprattutto dopo i primi match, tutti i tifosi della Penisola erano convinti che gli Azzurri sarebbero stati eliminati malamente.

Maradona e Tardelli in un’istantanea di Italia-Argentina 2-1

La prima partita del girone fu Italia-Argentina. Contro le aspettative generali, i ragazzi di Bearzot riuscirono a vincere per 2 a 1. Tutti, ma proprio tutti, rimasero estremamente sorpresi. Ma, nonostante il gioco davvero eccezionale e ritmico, la squadra ancora non convinceva i tifosi. Inoltre Rossi rimase ancora a bocca asciutta. La prossima sfida degli Azzurri sarebbe stata contro il temibilissimo Brasile. Tra l’altro ai Verdeoro sarebbe stato sufficiente pareggiare con gli italiani per qualificarsi alle semifinale, dato che avevano segnato una rete in più all’Argentina.

Italia-Brasile: la rinascita di Pablito

Il 5 luglio del 1982, allo stadio di Sarrià a Barcellona, l’Italia ed il Brasile scesero in campo. Sia i tifosi azzurri che quelli verdeoro davano per scontato il trionfo dei giocatori brasiliani. Non avevano fatto, però, i conti con un rinato Pablito. Al quinto minuto di gioco, infatti, Rossi andò subito a segno con un preciso e potente colpo di testa. Gli Azzurri passarono incredibilmente in vantaggio. La Seleçao però non aveva alcuna intenzione di mollare. Difatti poco dopo il capitano verdeoro, il grandissimo Socrates, agguantò il pari. Come detto, ai brasiliani sarebbe bastato un semplice pareggio per ottenere la qualificazione, ma i sudamericani non giocano mai per pareggiare. Per questo continuarono imperterriti ad attaccare, non curandosi della difesa. Così al venticinquesimo minuto Pablito, approfittando di un grossolano errore della retroguardia brasiliana, segnò un vero e proprio goal “di rapina”: 2 a 1. Il primo tempo, dunque, terminò con l’Italia avanti di un goal. La ripresa iniziò con il Brasile alla ricerca della rete del 2 a 2. Obiettivo che venne raggiunto al sessantottesimo minuto dal centrocampista della Roma, Paulo Roberto Falcao. Le lancette correvano inesorabilmente per gli italiani, che ora si vedevano soffiare davanti agli occhi la qualificazione. A salvare “capra e cavoli” ci pensò l’immancabile Rossi, che al settantaquattresimo deviò in porta un tiro destinato ad essere parato dal portiere brasiliano, Valdir Peres.

Gol di Rossi!

Gli Azzurri, poco dopo, riuscirono anche a segnare il goal del 4 a 2, grazie al regista della Fiorentina Giancarlo Antognoni. Peccato, però, che l’arbitro commise un errore ed annullò la rete, che al contrario era del tutto valida. Questa disattenzione arbitrale non fece altro che aumentare la tensione e i timori degli italiani, schiacciati dai continui attacchi del Brasile. A pochi secondi dal fischio finale, il difensore verdeoro Oscar colpì di testa un pallone insidioso al centro dell’area azzurra. Il tiro finì pericolosamente in porta, ma fortunatamente lì c’era il provvidenziale Dino Zoff, che saldamente afferrò la palla negando ai brasiliani il pareggio e l’accesso in semifinale.

I goal di Rossi ed il trionfo azzurro

Così l’Italia ottenne un’insperata qualificazione. Se prima della partita con il Brasile tutto era contro la squadra di Bearzot, ora invece tutti erano convinti che per essa la strada per la vittoria fosse spianata. Tanto è stato. La semifinale contro la Polonia e la finale con la Germania Ovest furono due passeggiate per gli Azzurri, che di conseguenza, dopo una lunga attesa di 44 anni, vinsero il loro terzo titolo mondiale.​

L’esultanza di Rossi dopo il gol che ha aperto le marcature nella finale tra Italia e Germania è una delle immagini più famose della storia del calcio italiano

Rossi, come detto, fu uno dei protagonisti indiscussi di questo successo. Difatti oltre alla tripletta al Brasile, segnò altri tre goal (due ai polacchi ed uno ai tedeschi occidentali), divenendo così il primo italiano a vincere la classifica marcatori della Coppa del Mondo, risultato che verrà eguagliato solamente dal siciliano Totò Schillaci, ai Mondiali di Italia ’90.

Il “post-Mundial” di Pablito

Grazie alle sue incredibili gesta al Mondiale, Paolo Rossi raggiunse l’apogeo della propria carriera. Infatti l’inverno successivo venne addirittura insignito del titolo di miglior calciatore europeo, vincendo il “Pallone d’Oro”. Inoltre la sua tripletta contro la Seleçao ebbe un fortissimo impatto culturale. Pensate, a tal proposito, che mesi dopo il Mundial in Brasile si abbatté una tremenda epidemia di febbre tropicale, che i locali per la sua letalità soprannominarono proprio “Paolorossi”.

Conclusione: Ciao Paolo e grazie di tutto!

Termina qui il nostro breve articolo per omaggiare la memoria di uno dei più amati atleti del nostro Paese: spero vi sia piaciuto. Alla prossima!

Cesare Vicoli